Caccia in Toscana, Verdi: “La nuova legge regionale sulla caccia elegge i cacciatori a cittadini speciali, diminuisce la sicurezza per tutti e mette in serio pericolo la fauna”.
Stamani i Verdi della Toscana hanno manifestato, insieme alle associazioni animaliste e ambientaliste, contro le modifiche alla legge quadro regionale sulla caccia e contro il nuovo calendario venatorio. Per i Verdi i testi che giungono in aula sono inaccettabili, una vera e propria “deregolamentazione”, con gravi e pericolose concessioni alle lobby dei cacciatori.
La nuova normativa, purtroppo, prevede rilevanti peggioramenti:
- Liberalizzazione dell’uso delle trappole con possibili aumenti del fenomeno del bracconaggio (il tutto in contrasto alle leggi nazionali che vietano il trappolaggio);
- Possibilità di vendita della fauna selvatica abbattuta per sagre e manifestazioni con altri stimoli al bracconaggio e alla caccia per profitto economico;
- Abbattimenti tutto l’anno degli ungulati (anche su terreni innevati o in piena in estate!) per sovrannumero faunistici, senza parere preliminare dell’Ispra e con il solo controllo di guardie volontarie delle associazioni venatorie (abolito invece il ruolo di controllo sulla caccia delle Guardie Ambientali Volontarie e delle Guardie Zoofile);
- Realizzazione di vere e proprie “corride” alla toscana con la possibilità di cacciare, nelle aree addestramento cani delle aziende agrituristiche – venatorie, cinghiali e lepri liberati dentro recinti, inseguiti dai cani e sottoposti al tiro incrociato dei cacciatori della “domenica”;
Queste novità, come altre riportate nelle due proposte di legge, sono gravi perché sottopongono a un’incredibile pressione la fauna, che sarà cacciata con ogni mezzo e in ogni momento dell’anno e, fatto gravissimo, si aumentano i rischi d’incidenti mortali: cacciare cinghiali tutto l’anno, anche nei periodi, come primavera ed estate, è un rischio enorme per gli altri cittadini che in quei periodi vogliono godersi la bellezza delle campagne e dei boschi e colpiscono i cacciatori stessi o altre persone che per altri motivi si trovano a fruire del territorio. Nella stagione scorsa in Toscana, ci sono stati almeno quattro morti da incidenti di caccia e, fra questi, particolare rilievo sui media ebbe la triste morte di un veterinario di Pisa, Paolo Tambini, ucciso da un cacciatore mentre cercava tartufi. Il numero di feriti è molto alto e difficilmente precisabile, giacché solo pochi casi sono riportati sulla stampa. Si tratta d’incidenti che
anno dopo anno si ripetono e cui si deve dire basta.
Incredibili poi altre due proposte contenute nelle leggi oggi in aula: l’esclusione delle strutture utilizzate come appostamenti fissi di caccia (a volte veri e propri casotti in muratura) dalla necessità di richiedere un titolo abilitativo edilizio (in evidente contrasto con la legge regionale sul governo del territorio e con le norme nazionali in tema di urbanistica) e la destinazione alle associazioni venatorie per le loro attività istituzionali (e quindi senza alcuna pubblica utilità) di finanziamenti regionali (il 2,5% di tutti i proventi delle tasse di concessione regionale per l’esercizio venatorio e dei contributi dovuti dai cacciatori per la caccia in mobilità).
Unica nota positiva, per finire, delle nuove norme, dopo anni di richieste, in particolare del WWF, è l’esclusione del “Combattente” (piccolo uccello migratore, tipico delle nostre zone palustri) dalle specie cacciabili: in suo onore anche Verdi, animalisti e ambientalisti saranno ancora più “combattenti” nel difendere l’ambiente e gli animali dalle lobby delle armi e dei cacciatori.
Mauro Romanelli – Portavoce Verdi della Toscana



